Sales strategy

9.01.2026

Lead Nurturing: guida completa per trasformare i contatti in opportunità

Insight forniti da 1.600 leader nell’ambito Sales e Marketing in tutto il mondo su come il CRM può trasformare l’abbandono da parte dei clienti in una fidelizzazione a lungo termine
Lead Nurturing: guida completa per trasformare i contatti in opportunità

Se c’è un pattern che vediamo ripetersi in quasi tutti i progetti di marketing automation e CRM in Impresoft Engage è questo: le aziende generano lead, ma faticano a trasformarli in opportunità reali per Sales.

Il problema raramente è il volume. È il percorso che porta alla conversione.

Senza workflow di lead nurturing strutturati, la maggior parte dei contatti rimane bloccata in una zona grigia: non abbastanza fredda da essere scartata, non abbastanza calda da essere passata ai commerciali. Il risultato? Pipeline che non cresce, team di vendita frustrato e ufficio marketing che continua a misurare open rate, ma non vede effetti sui ricavi con le proprie azioni. 

In questa guida affrontiamo tutto quello che serve per progettare un sistema di lead nurturing efficace: significato, benefici per il business, best practice e workflow che funzionano davvero.

 

Cos’è il lead nurturing

Il lead nurturing, in parole semplici, è l’insieme di azioni che aiutano un contatto a maturare nel tempo fino a diventare pronto per la vendita.

 

Lead nurturing: cosa significa

Il lead nurturing letteralmente significa “coltivazione del contatto” e indica l’insieme di attività strategiche finalizzate a far crescere nel tempo la relazione tra brand e potenziali clienti. Attraverso contenuti personalizzati, comunicazioni automatizzate e interazioni basate sui dati, il lead nurturing supporta i lead nel loro percorso decisionale, aiutandoli a maturare interesse e fiducia fino alla conversione.

Il lead nurturing è un processo guidato da contenuti, dati e automazioni, che consente di costruire fiducia e interesse attraverso interazioni rilevanti e contestuali.

È importante chiarire anche cosa non è il lead nurturing:

  • Non è una singola email di follow-up
  • Non è una campagna statica uguale per tutti
  • Non è una serie di reminder commerciali mascherati

Un vero processo di nurturing è data-driven, continuo e personalizzato. E si integra con i l'approccio al CRM e le logiche della marketing automation.

 

Perché il nurturing è fondamentale nel marketing B2B

Nel marketing B2B il lead nurturing è fondamentale perché i processi di acquisto sono più lunghi, complessi e coinvolgono più decision maker. I potenziali clienti raramente convertono al primo contatto: hanno bisogno di tempo, informazioni approfondite e contenuti mirati per valutare soluzioni, fornitori e benefici. Il nurturing permette di mantenere una relazione costante e rilevante con i lead, educandoli e accompagnandoli in ogni fase del funnel, aumentando la qualità delle opportunità commerciali e allineando marketing e sales su lead più maturi e pronti all’acquisto.

In questo contesto, la scelta degli strumenti giusti è determinante: approfondisci i 6 migliori software di marketing automation per capire quali soluzioni supportano al meglio una strategia di lead nurturing efficace.

Va considerato che il valore del lead nurturing nel B2B non si misura solo su metriche come open rate o CTR, ma si misura sulla pipeline e sul tasso di conversione dei lead in clienti.

Quando è fatto bene, il lead nurturing:

  • migliora la qualità dei lead
  • accelera i cicli di vendita
  • riduce il costo di acquisizione (CAC)
  • rafforza l’allineamento tra marketing e vendite

In assenza di un sistema di lead nurturing, i contatti si raffreddano, i follow-up si disperdono e il passaggio da lead a cliente diventa casuale.

 

 

Best practice per il set-up dei workflow di lead nurturing

I workflow di lead nurturing funzionano solo se poggiano su basi solide. Ed è qui che molti progetti si inceppano. Non per limiti tecnologici, ma per mancanza di metodo.

Ecco alcuni consigli per impostare i tuoi workflow di nurturing:

  1. Parti sempre dal lifecycle, non dallo strumento
    Prima di disegnare un workflow, chiarisci in modo condiviso cosa significa lead, MQL, SQL e cliente nel tuo contesto. Senza un lifecycle esplicito, anche l’automazione migliore produce rumore invece che valore.

  2. Allinea Marketing e Sales prima di automatizzare
    Il nurturing non deve compensare disallineamenti organizzativi. I workflow che funzionano nascono quando Marketing e Sales concordano criteri di passaggio, timing e aspettative. In caso contrario, l’automazione amplifica solo le frizioni esistenti.

  3. Cura la qualità dei dati prima della complessità
    Segmentazioni avanzate, trigger comportamentali e lead scoring funzionano solo se i dati sono puliti, coerenti e governati. Meglio pochi segnali affidabili che decine di variabili inutilizzabili o incoerenti.

  4. Progetta i contenuti per stadio decisionale
    Ogni workflow dovrebbe rispondere a una domanda specifica del lead in quel momento del percorso. Il nostro  framework preferito e che consigliamo sempre è quello che segue le fasi del bow-tie.

  5. Testa e ottimizza in modo continuo
    I workflow non sono “set and forget”. Oggetti, orari di invio, sequenze e contenuti vanno rivisti periodicamente, usando metriche legate alla pipeline e alla qualità delle opportunità, non solo all’engagement.

 

Errori comuni nei workflow di lead nurturing

Negli anni abbiamo visto gli stessi errori ripetersi, anche in organizzazioni molto strutturate. Evitarli fa spesso più differenza che aggiungere nuovi workflow.

Over-automation senza strategia
Automatizzare tutto senza un disegno chiaro porta a comunicazioni scollegate e poco rilevanti. Il lead nurturing non è una catena di montaggio: è un dialogo progressivo.

Messaggi corretti, ma fuori contesto
Email ben scritte, contenuti validi, ma inviati nel momento sbagliato. Il timing è parte integrante del valore percepito: un messaggio fuori fase può danneggiare più di quanto aiuti.

Workflow creati una volta e mai più rivisti
Un workflow che non evolve diventa rapidamente inefficace. I mercati cambiano, i buyer cambiano, i contenuti invecchiano. L’assenza di revisione è uno dei killer silenziosi del nurturing.

CRM e marketing automation scollegati
Quando i workflow non dialogano con il CRM, le vendite perdono visibilità e fiducia nel lavoro del team marketing. È uno dei motivi principali per cui il lead nurturing viene sottovalutato internamente.

Conclusione

Il nurturing è strategia, non automazione.

Il lead nurturing non è una funzione della piattaforma: è una competenza strategica. Serve a creare relazioni prima della vendita, a educare senza forzare, a trasformare contatti in clienti nel tempo.

Quando è progettato correttamente, il lead nurturing diventa una leva di crescita sostenibile, capace di migliorare la qualità delle opportunità e supportare concretamente il lavoro del team commerciale.

👉 Scopri come progettare una strategia di lead nurturing efficace con il giusto approccio alla marketing automation.

 

Elisa Pellizzaro
Articolo di:

Elisa Pellizzaro

Eterna esploratrice di strategie e appassionata di Customer Experience. Con un bagaglio di competenze che spazia dal business development alla lead generation, ho una missione: trasformare idee in risultati concreti. Ogni progetto per me è una nuova avventura, dove si intrecciano creatività, innovazione e una buona dose di pragmatismo per trovare soluzioni che fanno davvero la differenza. Credo che il marketing sia molto più che numeri: è costruire relazioni, generare valore e far risplendere ogni brand. In poche parole? Mi appassiono a tutto ciò che accelera la crescita e rende unico il percorso del cliente.

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