Marketing Strategy

4.02.2026

Campagne email marketing: come migliorare tassi di apertura, click e ROI

Strategie, strumenti e consigli per creare email che i tuoi contatti vogliono aprire e leggere per davvero.
Campagne email marketing: come migliorare tassi di apertura, click e ROI

In molte aziende, l’email marketing è ancora oggi un canale sottoutilizzato o mal interpretato.

Eppure, secondo una ricerca di HubSpot, l’email genera in media oltre 36 euro di ritorno per ogni euro investito: è il canale digitale con il ROI più alto in assoluto.

Nonostante questo potenziale, capita spesso di vedere campagne che ottengono risultati modesti: tassi di apertura deludenti, click scarsi, nessuna conversione. Nella nostra esperienza sul campo, il problema non risiede nel canale in sé, ma nella mancanza di strategia, personalizzazione e integrazione con il resto dell’ecosistema digitale aziendale.

In questo articolo analizziamo perché l’perché l'email marketing resta una leva fondamentale per coinvolgere i contatti lungo il funnel e come strutturare campagne email efficaci e misurabili, in grado di migliorare concretamente l’engagement.

 

Perché molte campagne email falliscono

Una campagna email inefficace non è necessariamente il sintomo di una crisi del canale, ma piuttosto di un approccio superficiale alla sua progettazione.

I segnali tipici includono:

  • Tassi di apertura inferiori al 15-20%

  • Percentuali di clic prossime allo zero

  • Elevate disiscrizioni

  • Nessuna interazione post-invio

A monte di questi numeri ci sono spesso errori ricorrenti: messaggi generici inviati a liste non segmentate, mancanza di un flusso logico tra comunicazioni, scarsa attenzione alla pertinenza dei contenuti rispetto al comportamento e alle esigenze dell’utente.

In molti casi, manca una reale  integrazione tra la piattaforma di email marketing e il CRM aziendale: senza dati aggiornati e consolidati, è impossibile impostare campagne basate su insight concreti. La conseguenza è una comunicazione inefficace che parla a tutti, ma non coinvolge nessuno.

 

Cosa rende l'mail marketing un tool strategico

Nonostante l’evoluzione dei canali digitali, l’email marketing continua a rappresentare una delle forme più efficaci di comunicazione diretta con il proprio pubblico.

Le caratteristiche che rendono l’email marketing un asset fondamentale includono:

  • Controllo totale sul canale: l’email è un media proprietario, non soggetto agli algoritmi delle piattaforme social o all’andamento del budget pubblicitario

  • Scalabilità e tracciabilità: è possibile misurare con precisione ogni fase del ciclo di vita del messaggio, dall’apertura alla conversione

  • Personalizzazione avanzata: grazie ai dati presenti nel CRM, si possono generare contenuti dinamici e flussi di comunicazione su misura

  • Supporto a strategie complesse: come la lead generation, il lead nurturing, il cross-sell, l’onboarding o il recupero di clienti dormienti.

Quando inserito in un framework omnicanale, l’email marketing non è più un canale a sé stante, ma un nodo cruciale per orchestrare esperienze personalizzate lungo tutto il customer journey.

 

Come strutturare una campagna email

Costruire una campagna efficace richiede metodo, coerenza e una visione integrata. La progettazione deve partire dai dati e svilupparsi lungo una sequenza di azioni coordinate. Non si tratta di inviare una singola comunicazione, ma di disegnare un percorso.

I passaggi fondamentali includono:

  • Segmentazione accurata: può essere basata su comportamento, interessi, storico d’acquisto, fase del ciclo di vita

  • Obiettivi chiari: ogni email deve avere un focus preciso e se possibile una CTA (call to action) univoca (es. richiesta demo, download di un contenuto, registrazione a un evento)

  • Copy orientato alla persona: scrivere pensando a chi legge, non a un database; il tono, il lessico e l’offerta devono essere rilevanti

  • Sequenze logiche: costruire flussi coerenti nel tempo, ad esempio workflow di lead nurturing, evitando comunicazioni isolate o disconnesse

  • Testing continuo: oggetto, design, orario di invio, CTA, formati… tutto deve essere testato e ottimizzato.

Un esempio concreto è una campagna di riattivazione clienti: una sequenza di tre email distribuite su 10 giorni, con contenuti gradualmente sempre più personalizzati e una call to action mirata a ristabilire il contatto. I risultati, in contesti simili, mostrano un incremento medio del 18-25% del click rate rispetto a email singole inviate senza logica di flusso.

 

Gli errori più comuni nelle campagne di email marketing

Le performance insoddisfacenti sono spesso il risultato di errori evitabili. I più frequenti includono:

  • Invii massivi a liste non profilate, spesso datate o incomplete

  • Oggetti fuorvianti o vaghi, che compromettono la fiducia e portano a tassi di apertura molto bassi

  • Call to action multiple o poco chiare, che creano confusione e diluiscono il messaggio principale

  • Layout non ottimizzato per mobile, che riduce la leggibilità e l’interazione

  • Assenza di follow-up, che interrompe la relazione nel momento in cui potrebbe maturare

  • Scarsa attenzione ai dati di performance, con conseguente impossibilità di apprendere e migliorare

Una campagna email è tanto più efficace quanto più riesce a essere coerente, centrata sull’utente e capace di evolvere grazie ai feedback impliciti forniti dai dati.

 

Come aumentare open rate e click rate

Ottimizzare apertura e clic non significa solo scrivere un oggetto accattivante. Serve una strategia articolata che incroci psicologia, dati e design.

Le leve da attivare includono:

  • Oggetto e preheader: devono lavorare insieme per suscitare interesse e chiarezza. Personalizzare con il nome del destinatario o l'azienda per cui lavora può migliorare significativamente l’apertura

  • Timing e frequenza: inviare nel momento giusto e con la giusta cadenza, evitando la saturazione

  • Struttura e layout: i contenuti devono essere facilmente scansionabili, soprattutto da mobile; è importante un u so efficace di titoli, paragrafi brevi, bullet point

  • Contenuti dinamici: strutturare email basate su comportamento, preferenze, cronologia aiuta a migliorare l'engagement e tutti gli indicatori dell'email marketing

  • Trigger comportamentali: gli invii automatici attivati da azioni specifiche (come la visita a una pagina prodotto, il download di un contenuto o l’abbandono del carrello) permettono di intercettare il destinatario nel momento di massima attenzione verso il tuo prodotto o servizio.

L’obiettivo è rendere ogni email rilevante, contestuale e utile per chi la riceve.

 

Scegliere la piattaforma giusta per le campagne email

La piattaforma utilizzata per gestire le campagne email incide in modo diretto sulla capacità di raggiungere risultati concreti. Non tutte le soluzioni sono uguali: per scegliere quella più adatta alla tua organizzazione, è fondamentale valutare il grado di integrazione con il CRM, la flessibilità nella gestione dei workflow, la scalabilità del sistema e la profondità delle funzionalità di reporting.

Secondo la nostra esperienza quotidiana in progetti di email marketing e Marketing Automation, suggeriamo di orientarsi su piattaforme che permettano di:

  • orchestrare campagne automatizzate su base comportamentale

  • personalizzare i contenuti dinamicamente

  • misurare ogni fase del funnel

  • e soprattutto collegare i dati marketing e vendite in un’unica vista del cliente.

Tra le soluzioni che rispondono bene a questi requisiti, segnaliamo alcune piattaforme con cui abbiamo esperienza diretta di implementazione e ottimizzazione:

In tutti i casi, il valore reale emerge quando la piattaforma non lavora in silos, ma fa parte di un sistema connesso in cui i dati scorrono in modo coerente tra marketing, vendite e Customer Service. È questo l’elemento che consente di costruire campagne email rilevanti, contestuali e capaci di attivare relazioni commerciali durature.

 

Conclusione

Nel panorama attuale, l’attenzione è una risorsa scarsa. L’email marketing può ancora fare la differenza, a patto che sia utilizzato con intelligenza, metodo e strumenti adeguati. Non si tratta di inviare “più” email, ma di inviarle meglio.

Investire nella qualità dei dati, nella progettazione dei flussi e nell’integrazione dei sistemi è ciò che distingue un’azienda che comunica da una che genera valore reale attraverso le proprie campagne.

 

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Gli esperti di Impresoft Engage possono aiutarti ad analizzare lo stato attuale delle tue campagne e progettare flussi ad alta conversione, integrati con il tuo CRM e orientati ai risultati.

 

Diego Zordan
Articolo di:

Diego Zordan

Music enthusiast e Digital Content Manager di Impresoft Engage: cerco in continuazione il mix perfetto tra tech e creatività, usando le parole per trasformare ogni progetto in una sinfonia digitale che accelera il business.

FAQ

Cos'è una campagna di email marketing?

Una campagna di email marketing è una sequenza strutturata di messaggi inviati via email a un gruppo di contatti, con l’obiettivo di informare, coinvolgere, nutrire relazioni o generare conversioni. Le campagne possono essere una tantum o automatizzate e sono spesso integrate con soluzioni CRM.

Come si fa una campagna email efficace?

Per progettare una campagna email efficace servono dati aggiornati, segmentazione precisa, contenuti personalizzati, un obiettivo chiaro e una call to action ben visibile. È fondamentale testare oggetto, contenuto e timing, e analizzare i risultati per ottimizzare.

Qual è un buon tasso di apertura per una campagna email?

Un buon tasso di apertura varia in base al settore, ma nel B2B si considera positivo un valore tra il 20% e il 30%. Tassi più alti indicano un oggetto efficace e una lista ben profilata; valori più bassi possono suggerire problemi di rilevanza o deliverability.

Quali software usare per fare email marketing?

Tra le piattaforme software più utilizzate per campagne email marketing ci sono HubSpot Marketing Hub, Salesforce Marketing Cloud, Zoho Marketing Automation, Dynamics 365 Customer Insights e Sugar Market. La scelta dipende da esigenze specifiche, capacità di integrazione con il CRM e complessità dei flussi da gestire.

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